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CARATTERIZZAZIONE DEL RISCHIO NEL TERRITORIO COMUNALE

La situazione di rischio più diffuso parrebbe rappresentata dagli INCENDI BOSCHIVI; tuttavia l'evento medio non risulta assumere, nella generalità dei casi, caratteristiche di pericolosità tali da far scattare il concetto di catastrofe alla scala della Protezione Civile salvo il coinvolgimento nell'azione di lotta contro il fuoco degli aerei antincendio della P.C. e l'attivazione della locale Associazione di Volontariato con funzioni di squadra antincendio. Pertanto il rischio di catastrofe per incendio boschivo è piuttosto basso, non tanto per il numero di incendi, ma perché l'incendio boschivo assume caratteristiche di "catastrofe a sala di protezione civile" solo se ha dimensioni gigantesche o se coinvolge numerose abitazioni civili. Nel territorio villanovese tuttavia il possibile coinvolgimento di strutture edilizie a livello di centro abitato è limitatissimo, mentre un qualche rischio esiste per alcune strutture produttive.

Il territorio è anche esposto al RISCHIO IDRAULICO e sono state distinte zone a diversa pericolosità di allagamento. Le aree a più alto rischio sono localizzate nella piana alluvionale interessando, in particolare, zone abbastanza limitate in prossimità dell'alveo del Torrente Lerrone nonché alcune aree piuttosto localizzate nell'ambito dei rii minori e in prossimità dell'ansa dell'Arroscia al confine con Ortovero.

Il rischio GEOMORFOLOGICO si manifesta prevalentemente tramite una franosità minuta e/o erosione diffusa nell'ambito dei versanti che può assumere, in casi eccezionali, e particolarmente intensi, valenza tale da richiedere l'intervento della Protezione Civile. Il rischio di frane singole di tipo catastrofico a carico dei vari centri abitati del Comune è comunque minimo e nella "prassi" ordinaria non sussistono caratteri di gravità, o dimensione dei singoli possibili episodi, tali da attivare la Protezione Civile. E' comunque da mettere in evidenza che incendi e DISSESTI  IDROGEOMORFOLOGICI (in tutte le sue forme) sono, oltre che strettamente legati tra loro, un fattore di "concausa" e di aumento del rischio di esondazione del territorio; nel senso che possibili ALLUVIONI in conseguenza da eventi meteorologici "eccezionali" possono assumere caratteristiche di "catastrofe" anche a seguito di alterazioni morfologiche causate dalle condizioni di degrado naturale degli assetti geomorfologico e vegetazionale e di abbandono delle pratiche manutentive colturali dei versanti.

ANALISI DEI RISCHI

L'analisi territoriale è stata finalizzata in modo da mappare "aree ad ugual vocazione di "rischio" e quindi mettere in risalto quelle fenomologie capaci di provocare "eventi catastrofici" tali da attivare i meccanismi di protezione ed intervento tipici della Protezione Civile. Ovviamente non tutti gli eventi calamitosi rappresentano "catastrofi" di rilevanza tale da riguardare la Protezione Civile. Si è ritenuto che nell'ambito della valle Arroscia in coincidenza di eventi meteorologici eccezionali   (come quello  del novembre 1994 e 2000) il succedersi di innumerevoli piccoli scoscendimenti nei versanti, possa rientrare nel novero delle calamità naturali di possibile oggetto di intervento da parte P.C. almeno a livello comunale.


 

Il territorio villanovese nel suo complesso non evidenzia forme particolarmente gravi di squilibrio geomorfologico; prevalgono arealmente le forme erosive (anche seguito di degrado ambientale per incendi o per copertura arborea carente) interessanti i contesti collinari scarsamente antropizzati. Trattasi per lo più di dissesti limitati nelle dimensioni, ma anche arealmente estesi come sviluppo e numero (particolarmente per i settori in erosione). Lo sviluppo della franosità e/o dell'erosione superficiale è spesso collegato direttamente ai rovesci di eccezionale intensità che frrequentemente colpiscono il versante ligure-tirrenico e che frequentemente provocano "alluvioni" come quelle del 1994 e 2000. E' dimostrata una diretta correlazione tra lo stato di dissesto geomorfologico e i fenomeni alluvionali; infatti mentre i corsi d'acqua in piena si arricchiscono rapidamente di materiali solidi (compresi alberi e tronchi) aumentando così il rischio di esondazione, le acque fluviali (soprattutto a livello dei rivi e torrentelli montani) a loro volta determinano fenomeni di erosione (ad esempio quella laterale di sponda) generando smottamenti frane nell'ambito dei versanti. Questa situazione determina uno stato di "fragilità idrogeomorfolica" complessiva a livello del sistema territoriale con possibili stati di emergenza coinvolgenti la Protezione Civile. La zonazione proposta per classi di rischio risulta articolata secondo il seguente schema:
  • zone a rischio geomorfologico assente o trascurabile;
  • zone con rischio geomorfologico medio con presenza di movimenti franosi assestati, di entità modesta ma attivi, zone in erosione o in evoluzione geomorfologica accelerata;
  • zone ad alto rischio geomorfologico con possibili movimenti franosi di notevole entità o di entità modesta ma con conseguenze dirette sul sistema viario principale o tali da coinvolgere anche indirettamente nuclei o frazioni abitate.

Lo studio della vulnerabilità al rischio idrogeologico ed idraulico del territorio è stato affrontato sia con criteri geologici e geomorfologici sia dall'esame dei dati storici di inondabilità sia dai dati desunti dal recente studio eseguito per il Comune di Villanova d'Albenga per la sistemazione dei danni alluvionali del 1994 e 2000, il tutto integrato da verifiche sul campo. Le forme del modellamento del territorio, in particolare le interazioni tra la morfogenesi fluviale e la pjana alluvionale l.s., risultano fattori condizionanti nella definizione dei processi di esondabilità del territorio. La classazione delle aree a rischio si è così concretizzata:
  • zone a rischio basso prive di dirette fonti di approvvigionamento idropotabile
    Trattasi in pratica di tutta la porzione collinare del territorio comunale comprese le zone terrazzate che bordano la piana alluvionale;
  • zone a rischio medio con possibilità di inquinamento diretto ai pozzi, destinati all'uso idropotabile
    Trattasi della zona di pianura compresa tra l'argine destro del Torrente Arroscia tra il confine con Ortovero 
     e l'abitato di Villanova interessando pressoché interamente la zona aeroportuale; nella Val Lerrone il tratto interessato è quello prospicente il confine comunale con Garlenda;
  • zone a rischio alto con possibilità di inquinamento diretto di pozzi destinati all'uso potabile
    Sono stati qui cartografati l'alveo attivo del Torrente Arroscia (per la presenza in fregio della statale della Valle Arroscia) e tutta la pianura a valle dell'Autostrada dei Fiori.

La zonazione proposta per classi di rischio risulta articolata secondo il seguente schema:
  • zone a rischio nullo o basso 
    Fanno parte di questa categoria le zone terrazzate, i tratti versante senza corsi d'acqua o con impluvi secondari fecenti parte dell'idrografia minore e le zone di pianura poste lungo il fondovalle in posizione periferica rispetto ai corsi d'acqua;
  • zone a rischio elevato
    Le condizioni morfologiche della pianura villanovese nell'ambito della porzione sottesa al Torrente Lerrone anche in corrispondenza del capoluogo determinano condizioni d'elevata vulnerabilità al rischio d'esondazione del territorio intorno al Centro Storico. Tale zona infatti risulta essere inseribile nelle AREE STORICAMENTE INONDATE; a riguardo si ricorda l'evento di piena del Torrente Lerrone del 1949 che produsse allagamenti in vari punti a monte dell'abitato ed interessò i piani terra e le cantine del capoluogo nelle aree più depresse.

 La presenza di zone "a rischio alto", prima di tutto, è stata valutata  per il tipo di vegetazione o per la presenza di insediamenti pericolosi.
  • Abitati non significativamente esposti al rischio di coinvolgimento in grandi incendi boschivi
    L'agglomerato urbano maggiore presente nel territorio costituito dal Capoluogo non corre particolari rischi di essere coinvolto in incendi boschivi trovandosi nell'ambito della pianura franca delimitata ai suoi lati rispettivamente dal Lerrone ed Arroscia.
  • Abitati con possibilità di essere esposti al rischio di coinvolgimento in grandi incendi boschivi
    Le varie frazioni localizzate nei versanti (Marta, Ligo Bossoleto, Coasco) hanno comunque poche possibilità di essere coinvolte da grandi incendi boschivi, essendo relativamente distanti dalle zone ad alto rischio e in genere contornate da terrene coltivi.
  • Depositi infiammabili ed esplosivi
    Non si sono localizzati depositi infiammabili, o di esplosivi di rilevanza per la protezione civile. Si ricorda la presenza di un metanodotto. 
  • Attività artigianali e/o industriali a rischio in caso di incendio
    Le attività più esposte e riportate nella carta risultano le falegnamerie, le fabbriche di sacchetti di plastica, la fabbrica di lavorazione residui oleari e le principali ditte di import-export di frutta, verdura e fiori.
  • Ambiti territoriali a rischio basso
    Sono considerate a rischio molto basso l'intera piana alluvionale nel fondovalle del Lerrone e dell'Arroscia e le aree di terrazzo  alluvionale per lo più coltivate e le fasce pedemontane adiacenti ai terreni coltivati.
  • Ambiti territoriali a rischio medio con scarse possibilità di propagazione di incendi su grandi estensioni
    Sono comprese in questa voce le zone di coltivo ad uliveto e le zone agricole intorno ai centri abitati nonché alcune zone ormai pressoché denudate a scarsissima copertura vegetale.
  • Ambiti a rischio elevato con possibilità di propagazione su grandi estensioni
    A questa voce corrispondono tutte le aree boschive ( da fitte a rade) o coperte da cespugli ed arbusti.In particolare l'associazione boschiva a maggior rischio è costituita dalle pinete. Le possibilità di propagazione dell'incendio sono generalmente alte. Sono state inserite nella presente classe anche tutte le zone che sono già soggette ad incendio boschivo.
  • Rete viaria ai fini della prevenzione incendi
    La rete viaria principale è rappresentata dalla provinciale Lusignano - Villanova (in sponda destra del sistema fluviale del Centa Arroscia) e dalla statale della Valle Arroscia sulla direttrice  Albenga - Ortovero mettendo in rapida comunicazione il territorio comunale con Albenga sede tra l'altro di una Caserma dei Vigili del Fuoco e del Comando della Forestale. Come rete viaria secondaria possono essere considerate varie strade comunali ed interpoderali (queste ultime in genere di sufficiente percettibilità) che permettono di avvicinare e talvolta  di raggiungere le zone a maggior rischio.

 

 Sono stati evidenziati i nuclei abitati divisi in base alla tipologia costruttiva degli edifici, distinti se a muratura portante o se in cemento armato; sono stati inoltre evidenziati i ponti e i viadotti della viabilità principale per l'accesso ai vari nuclei abitati, in quanto strutture eventualmente più esposte a rischio in caso di sisma a elevata intensità. Sono state inoltre evidenziate le zone dell'ippodromo, del campo sportivo e dell'aeroporto quali zone preferenziali per l'accentramento dei mezzi di soccorso aereo e terrestre, nonché dell'eventuale popolazione evacuata.

 

 

 

 


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