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L'Oratorio di San Giovanni Battista |
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L'Oratorio di San
Giovanni Battista, sede dell'omonima confraternita, tenendo conto
dell'epoca a cui gli studiosi di storia dell'arte datano i pregevoli
affreschi ivi esistenti, risalirebbe al XIII - XIV secolo. La facciata è stata recentemente ristrutturata con l'apertura di un nuovo ingresso e il ripristino di un antico finestrone. Il muro esterno, lato fiume, è privo di intonaco e lascia intravedere i ciottoli di cui è costituito; quello che dà su vico Oratorio presenta un affresco risalente agli inizi del sec. XIX con San Giovanni Battista nell'atto di predicare alla folla: a sinistra si vedono i confratelli penitenti e a destra le consorelle che, anticamente potrebbero aver fatto parte della confraternita. |
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L'edificio è costituito da un'aula rettangolare con volta a botte, mentre in corrispondenza dell'ingresso laterale si accede ad un vano coperto da volta a crociera: potrebbe essere stata inglobata una torre di cui si scorge ancora lo spigolo nella muratura esterna dell'edificio, lato nord; essa sarebbe stata simmetrica rispetto a quella posta all'estremità sud di vico Pozzo. |
| L'interno Sulla volta si nota un affresco del 1600 raffigurante San Giovanni BAttista circondato dai confratelli vestiti con la "cappa" e il cappuccio. Fino agli anni '60 la disposizione della chiesa era quella tipica i tutti gli oratori con l'altare a oriente rispetto all'ingresso, gli scanni per il priore e i confratelli a occidente e il popolo disposto in mezzo; successivamente l'altare maggiore fu collocato vicino agli scanni e si aprì l'ingresso nella parete est con notevoli danni ai pregevoli affreschi dell'interno. Quelli rinvenuti sulla parete lato fiume continuavano anche sotto l'intonaco aggiunto successivamente alla costruzione dei muri della vecchia abside dove, dopo i restauri, sono state riaperte due nicchie di cui una a forma di croce decorata alle stremità con motivi in stucco a rilievo. Il pittore avrebbe poi dovuto continuare nella sua opera anche dal lato paese, ma si limitò a definire su un sottile strato di intonaco bianco non dipinto i tracciati preparatori della composizione |
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| La cassa processionale con la statua lignea del Cristo Morto, scolpita dallo scultore genovese Giovan Battista Drago, nel solenne corteo del Venerdì Santo viene trasportata con passo cadenzato laterale da otto confratelli che la reggono con il ginocchio protetto dalle pieghe dell'abito di canapa, le autorità comunali sorreggono il grande baldacchino e segue la statua lignea della Madonna Addolorata velata di nero. | |
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Le opere |
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Notizie storiche |
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| La
Confraternita di San Giovanni Batista, in origine, aveva sede nella chiesa
di San Marco in Coasco per il restauro della quale nel 1934 elargì un
contributo: Nel 1581 ottenne dal Comune di Albenga l'autorizzazione ad appoggiare la costruzione dell'oratorio alle mura: probabilmente si trattò di un ampliamento per il quale fu utilizzato un tratto della cinta muraria e ciò rese l'edificio accessibile solo dall'interno del borgo. Alla fine del sec. XVI l'oratorio aveva ancora le pareti affrescate, possedeva dei terreni i cui redditi erano utilizzati per opere di bene e per l'acquisto di generi alimentari da distribuire ai poveri. Nei pressi sorgeva un "hospitale" (appartenente con ogni probabilità alla confraternita che ogni anno versava del denaro a suo favore) costituito da una stanza con due lettini di paglia per il ricovero dei viaggiatori infermi e degli ammalati e da un'altra al piano superiore con un lettino di paglia ed un "feretrum ad usum Disciplinatorum", come si legge nella relazione del vescovo Nicolò Mascardi in visita il 21/12/1585. La carità era rivolta agli indigenti e agli ammalati e la dimensione assistenziale raggiungeva il suo acme nel momento del dolore e della morte allorché i confratelli davano un validissimo aiuto alle famiglie che dovevano assistere i loro congiunti. La confraternita assolveva anche a un compito giudiziario, infatti gli iscritti risolvevano le questioni giuridiche di fronte al priore: nelle regole capitolari si precisa che era data facoltà di comporre i dissidi e stabilire la pace fra i confratelli al priore e al vicepriore i quali potevano delegare due "pacificatrori" a dirimere le controversie. Nel 1838 l'amministrazione della confraternita ottenne dal pontefice Gregorio XVI l'indulgenza parziale per i partecipanti alla processione del Cristo Morto il giorno del Venerdì Santo e plenaria per coloro che prendevano parte alla processione di San Giovanni Battista il 24 giugno. In occasione dell'Ottavario dei Morti vengono ancora oggi ricordati i confratelli defunti e sono nominati quelli deceduti negli ultimi 50 anni.
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Comune
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